da ilmanifesto.it
Offensiva contro il movimento No Tav
Retata in tutta Italia, 25 arresti
Retata in tutta Italia, 25 arresti
redazione
26.01.2012
Il governo Monti non piange più e mostra i denti. Violento attacco contro i No Tav: all’alba, retata della polizia in tutta Italia con 25 arresti e una quindicina di altri provvedimenti cautelari nei confronti di esponenti del movimento e di partecipanti alle manifestazioni dell’estate scorsa. Solidarietà da Fiom e Prc. Ieri a Roma botte ai pescatori
redazione – 26.01.2012
Blitz della polizia all’alba in diverse città d’Italia per eseguire 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 15 misure di obbligo di dimora, un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di divieto di dimora nei confronti di attivisti No Tav, per una serie di reati in relazione agli incidenti avvenuti quest’estate durante le manifestazioni in Val di Susa. Le accuse vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, a lesioni e danneggiamento. Le ordinanze sono state emesse dal gip di Torino su richiesta del procuratore aggiunto, Andrea Beconi, che coordina le indagini. L’esecuzione dei provvedimenti è in corso in tutta Italia, la maggior parte in Piemonte.
Le città interessate dall’operazione, che ha toccato anche la Francia, sono Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata,Biella, Bergamo, Parma e Modena. Fra le decine di arresti, alcuni riguardano frequentatori del Centro sociale torinese Askatasuna e di case occupate a Milano. Un ordine di custodia è stato emesso anche per un militante No Tav attivista di un comitato di Bussoleno, in Val Susa.
“Il movimento No Tav è stato colpito perchè è diventato il faro della protesta e colpendolo pesantemente con questi arresti si è voluto dare un messaggio a tutti gli altri movimenti che alzano la testa per difendere i loro diritti” – ha detto Alberto Perino, uno dei leader del movimento No Tav. “L’altra ragione per cui si è voluto colpire il movimento No Tav – ha aggiunto Perino – è farlo passare non per un movimento popolare ma per un gruppo infiltrato e gestito dall’ala antagonista italiana. Non a caso, gli arrestati valsusini sono soltanto due, un barbiere e un consigliere comunale. Vogliono far passare il messaggio che il nostro movimento non è radicato sul territorio, ma avulso e infiltrato”.
“Piena solidarietà agli arrestati” per Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale della Fiom, che ha partecipato questa mattina a un incontro nella sala consiliare del Comune di Villarfocchiardo (Torino), in segno di solidarietà con il consigliere Guido Fissore, arrestato la scorsa notte. “Sono misure repressive inaccettabili. Non si risponde così a una protesta sociale come quella della Valle di Susa. Mi pare evidente, se mettiamo insieme tutti gli episodi di questi giorni – ha aggiunto Cremaschi – che si vuole dare un segnale di repressione a tutte le proteste sociali che crescono e cresceranno nel Paese ed è questa la cosa più grave e inaccettabile di tutte».
Per il segretario del Prc Paolo Ferrero “Gli arresti di stamane sono l’ennesimo tentativo di ridurre il movimento No tav ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. È l’ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono. Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato anch’io alle manifestazioni in Val di Susa” -ricorda Ferrero – “sono stato abbondantemente gasato e voglio affermare ancora una volta che – al contrario di quel che si vuol far credere – il movimento No tav non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica in cui una comunità vuole decidere democraticamente sul proprio futuro, così come democraticamente decide le forme e i contenuti delle mobilitazioni”.
La manifestazione indetta dai No Tav per sabato a Torino è comunque “confermata, anzi confermatissima”: lo ha detto Francesco Richetto, uno dei leader del movimento che, in queste ore, è riunito al presidio di Vaie (Torino) per discutere sulle iniziative da intraprendere dopo gli arresti.

Tutto sacrosanto quel che dicono Ferrero, Perino e gli altri e auguro una bellissima manifestazione ai compagni nonchè la scarcerazione immediata dei detenuti, tra cui ci sono diversi ultrasessantenni, e, come dice il post, pochissimi valsusini proprio perchè il teorema vuole che ci siano fantomatiche infiltrazioni.
Ciò che sto per aggiungere non lo avrei detto se fossi un responsabile No Tav, o perlomeno non lo avrei detto in un momento del genere per evitare qualsiasi legittimazione, anche indiretta, dell’operato dei giudici e dei loro ‘mandanti’ costruttori, ma più ci penso più mi rendo conto che la scelta di quel giorno nel dar vita allo scontro (senza alcuna possibilità, almeno nei termini in cui si è condotto) di vincerlo, sia stata assolutamente controproducente, e sembra che i fatti stiano qua a dimostrarlo, giacchè da quel giorno il movimento No Tav si è progressivamente indebolito e anche nell’opinione pubblica ha perso quell’appeal che permetteva di non silenziarlo come stanno facendo solitamente, da quel momento in poi, i mass media, salvo tornare a parlarne in pompa magna quando la repressione cala la sua scure.
Mi dispiace dirlo, ma avendo un blog in cui esprimere le mie opinioni senza essere un responsabile di movimento, credo di averne il diritto.